venerdì, 19 giugno 2009

Doctor Greene, coming? 



1994 - 2009. [Stasera è andata in onda l'ultima puntata]

mae*
alle 23:13
venerdì, 05 giugno 2009

Lo scrivo qui altrimenti poi mi dimentico 

Seguire le ultime puntate di ER è un po' come rivedere i compagni del liceo dopo 20 anni. C'è lo stesso senso del tempo che passa e non torna più, la stessa tenerezza verso quei difetti che si ripetono uguali nonostante gli anni, la stessa inesorabile consapevolezza che si è irrimediabilmente invecchiati. C'è una sola cosa però che è rimasta esattamente uguale: l'effetto che fa George Clooney in camice blu (con le solite parole mangiate, con la solita testa pendente e perfino l'infermierina dai capelli ricci che ha sempre il solito sguardo incazzato). Stasera va in onda anche in Italia (RaiDue, ore 21) la puntata che ha visto il suo ritorno nei panni di Doug Ross. Saranno brevi ma intensissimi momenti.

mae*
alle 15:02
martedì, 28 aprile 2009

Insanity laughs under pressure we're cracking... 

Doveva succedere un evento del genere perché io tornassi a scrivere. Tanto lo so che è quello che pensate. D'altra parte succede raramente, ma è in giornate come questa che tutto il confuso affannarsi su mille cose diverse, diversissime, spesso antitetiche, sembra avere un senso. Insomma ci deve essere un motivo se nel lontanissimo marzo 2006 ho cominciato a fremere, a rompere, a scalmanarmi per Studio 60 e tre anni dopo, per vie che mai avrei immaginato, mi sono ritrovata in conferenza stampa a saltellare sullo spottino di Red. Per poi essere goffamente beccata con la coda dell'occhio dal nostro segretario generale - perché la vita ha sempre la sue sottili vendette - ma questa è un'altra storia.

In realtà mi sono resa conto dell'eccezionalità della messa in onda solo ieri pomeriggio mentre sbirciavo lei che registrava. Ascoltando gli aneddoti, i collegamenti e le citazioni che ogni volta elencava ho pian piano cominciato a ricordare tutti i motivi per cui all'epoca mi scaldavo tanto e tutte le cose che non ho potuto dire perché di fatto qui in Italia non l'abbiamo mai visto (sì, lo so è andato su mediaset premium). Dunque stasera è la volta buona. E ovunque sarete l'importate è che saremo ancora un gruppo d'ascolto.

mae*
alle 19:19
sabato, 07 febbraio 2009

Una settimana fa, un mese fa, un anno fa 

La vita è uno spettacolo costruito seguendo i referti dell'ufficio marketing e i cui ricavi finiranno comunque nelle tasche del più farabutto. Tutta la vita. Anche la vita dormiente. Anche la non vita. Anche la morte.
Quello che sta succedendo in queste ore attorno alla vicenda Englaro è difficilmente commentabile e altrove l'hanno già fatto assai meglio di quanto potrei fare io. Ma ho come l'impressione che non sia ancora finita. E che probabilmente non finirà facilmente. Nel frattempo alcuni aggiornamenti sulle manifestazioni di oggi potete seguirli in diretta qui.

mae*
alle 16:15
domenica, 25 gennaio 2009

Perché il primo amore non si scorda mai 



Direi che a questo punto possiamo dare questa notizia per vera.

mae*
alle 14:55
venerdì, 23 gennaio 2009

Ops, he did it again 

Caro J.J. Abrams, parliamone.
In principio fu Alias, ma con Alias avevamo un patto implicito: era una cazzata e lo sapevamo, ma ci piaceva così. Con Sidney che si cambiava la parrucca ogni 5 minuti, le macchine di Rambaldi, le teorie sui destini del mondo. Era talmente scoperto che non valeva neanche un preterintenzionale.
Poi è arrivato Lost che pareva una cosa seria. E devo dire che per un po' lo è sembrato davvero. Anche se sinceramente quell'attesa all'infinito non è che si sopportasse moltissimo.
Alla fine, comunque, abbiamo capito che anche Lost - dai, ora possiamo dirlo no? - era una cazzata. Ma eravamo alla terza stagione, c'eravamo affezionati: c'era Sawyer, c'era Sayid, Desmond, Kate, e perfino Jack. Guarda, se ci si può affezionare a Jack, allora ci si può affezionare a tutto nella vita.
Ora è arrivato Fringe. E noi che siamo ragazzette sveglie lo abbiamo capito subito che c'eri ricascato. Come un pivello alla prima cotta. D'altra parte bastava vedere la sigla: X-Files vent'anni dopo, ma senza gli alieni (per ora). L'idea in effetti potrebbe funzionare ancora (figuriamoci se non funziona una roba sui poteri incomprensibili della mente, delle natura e dell'universo che ci circonda). La squadra poi non è male, ma d'altra parte a scegliere il cast sei sempre stato piuttosto bravo. E poi c'è Pacey, che non si chiama più Pacey ma Peter, ma tu lo guardi e lo sai che tanto è Pacey. Ha lo stesso sguardo furbo, lo stesso sorriso sornione, le stesse pause introverse. In più, stavolta, non è minorenne, il che naturalmente aiuta moltissimo, e già solo per questo - caro J.J. - meriteresti un encomio. Certo, poi c'è tutto il resto e tutto il resto sa mediamente di già visto: le macchine che fanno cose strane, le teorie sui destini mondo, la Dharma Inititiative che non si chiama Dharma Inititive ma Massive Dinamic, i cattivi che aiutano i buoni e i buoni che non sai mai se siano buoni davvero. Naturalmente niente è mai ciò che sembra e alla decima puntata stiamo già gridando "tartaruga gigante! tartaruga gigante!" (ndr. in realtà la tartaruga era magica, ma conta poco). Francamente ci sembra un po' prestino per far perdere la tensione al tuo affezionato telespettatore che è naturalmente predisposto (e ben disposto) a credere a qualunque vaccata (gente - per capirci - che si è messa a discutere dell'inconsistenza della tua teoria della penetrabilità dei solidi confrontandola con il problema del teletrasporto nei solidi stessi, già ampiamente affrontato in Star Trek, concludendo poi seraficamente: “c'è già ampia letteratura”). Ti concediamo che il professor Bishop è una trovata notevole e i duetti Bishop-padre Bishop-figlio valgono il prezzo del biglietto la maggior parte delle volte. Il fatto è che per tutto il tempo non possiamo fare a meno di pensare che in fondo a noi X-Files non ci ha mai preso molto (questa è un confessione che facciamo in fondo al post confidando sul fatto che la maggior parte dei lettori abbiano abbandonato la lettura). Ma fortunatamente siamo anche spettatrici attente, a cui non sfuggono i risvolti sostanziali di una serie come questa, e quindi non potevamo non notare - d'altra parte era proprio lì a bella posta, attorno al minuto 5 della prima puntata - ciò che volevamo sapere. La unresolved sexual tension. Peter e Olivia. Limpida come il sole. Ok, J.J., il resto non ci importa. Perché lo sappiamo già cosa ci aspetta, certo. Non si baceranno mai, si sfioreranno a malapena e passeranno il tempo a guardarsi di sbieco, poi un giorno lei verrà rapita e al suo ritorno scoprirà che sono passati due anni e che lui si è sposato con un’altra. Sì, ok, questa è la trama di Alias, ma è lo stesso, l'effetto è quello. L'importante è che l'effetto sia quello. Perché lo sai tu e lo sappiamo noi: in fondo le relazioni non consumate sono sempre le migliori.

p.s.: naturalmente è solo per celebrare l'arrivo del mio post che due giorni fa è ricominciato Fringe e ieri notte è partita la quinta stagione di Lost.

mae*
alle 00:30
mercoledì, 14 gennaio 2009

Pensieri alla fermata dell'autobus 

Non è che la questione dell'autobus ateo mi appassioni molto. Dal mio punto di vista se su quell'autobus trovo la pubblicità di Desperate Housewives o l'affermazione Dio non esiste ha più o meno la stessa autorevolezza, il che dovrebbe forse preoccupare più quelli che la pubblicità l'hanno ideata che quelli che la contestano. Ma prendo per buono che ci fosse un intento ironico - o meglio autoironico - nell'operazione, o perlomeno credo ci fosse nella campagna inglese, non so quanto ce ne sia in quella italiana. La parte divertente, però, è che poi questi filosofi si appassionano alle cose e cominciano discutere di questioni incomprensibili in modo compulsivo.

Farfintadiesseresani: oltretutto Dio, tecnicamente, non "esiste". Almeno non per i cristiani (neo) tomisti come me. Non so se Sofri o gli ateucci dell'Uaar possano arrivare a capire perché. Tutti i miei studenti di quarta che hanno appena studiato Tommaso, loro sì, ne sono sicuro.
Azioneparallela: Ffdes dovrebbe però evitare di aggiungere che è insulsa la pubblicità in questione, anche perché se è vero - come scrive - che la verità di "Dio esiste" è essenziale al cristianesimo, che qualcuno neghi una cosa essenziale al cristianesimo ben difficilmente può passare per un'operazione insulsa (se poi quella proposizione è essenziale anche al funzionamento di istituzioni, è ancor meno insulsa l'operazione, condivisibile o no che sia).

Sia chiaro, però, per quanto mi riguarda "gli asini volano" è un'affermazione che mi cambierebbe la vita.

mae*
alle 13:41
mercoledì, 07 gennaio 2009

Who am I? That's one secret I'll never tell. The only one. xoxo 

Una segnalazione veloce, ché le questioni importanti prima di tutto. Gossip Girl arriva finalmente anche su Italia1: stasera e domani alle 21.10 e dal 15 gennaio ogni giovedì alle 21.10.

mae*
alle 17:34
martedì, 06 gennaio 2009

The most important moment of your presidency and you'll blow it for being human? 

I'm the guy in the office, Leo.
I'll be the one who's judged.

Lo so che ormai abbiamo i cofanetti e abbiamo passato gli ultimi anni a vedere gli episodi in originale (anche più di una volta al mese). Ma per me che ho iniziato a vederlo su Rete4 a notte fonda, talmente fonda e imponderabile che con lui ci mandavamo gli sms per riuscire a stare dietro alla programmazione delirante (all'epoca non esistevano né i cofanetti, né i divx e tanto meno i torrent. Praticamente non esistevano neanche anche i blog, as a matter of fact), West Wing è una di quelle rarissime eccezioni per cui - malgrado il doppiaggio - resta ancora un piacere vedere le puntate anche in italiano. Quindi sapere che va in onda la sesta stagione totalmente inedita, benché sul digitale terreste, ha migliorato di molto la mia giornata. Senza contare l'attualità della sesta stagione. Dunque, prendete nota: West Wing va in onda su Steel a partire da domenica 11 gennaio con un episodio alle 21.45 e poi ogni domenica con doppio episodio alle 21 (la replica in seconda serata dal martedì al mercoledì). Corro a comprarmi la tesserina per il digitale terrestre.

President Bartlet: I'm not bombing half the Middle East so it would make us all feel better.
Leo: They're on your side.
- Really? It was hard believing that a few minutes ago.
- Sir, you can't delay any longer. There are no rabbits left in this hat.
- I'm not prepared to accept that.
- You're going to have to, sir.

mae*
alle 22:53

Is that a dare? 

Peter and Olivia

Perché nessuno mi ha detto quanto è figo Pacey in Fringe, eh? Vi pare che lo devo scoprire da sola?

mae*
alle 02:42
lunedì, 05 gennaio 2009

It's the good advice that you just didn't take 

- Senti.
- Dimmi.
- Ma Studio 60 è meraviglioso!
- Ma dai? Non l'avrei mai detto.
- No, cioè, volevo dire... io non pensavo così tanto.
- Stai aggravando la tua posizione.
- Sono giorni che vado in giro canticchiando "we'll be the very model of a modern network tv show"
- Non ho parole.
- E poi...
- Cosa?
- Jordan e Harriet sono due fighe pazzesche!
- Ti ammazzo.
- ...
- Certo che se non mi ascoltano nemmeno gli amici, sto messa bene.

[nomi, cose, città, animali vengono volutamente omessi per proteggere le persone coinvolte nei fatti]

mae*
alle 21:13
domenica, 04 gennaio 2009

You're stuck on the island now and you did it for me 

mae*
alle 01:41
domenica, 23 novembre 2008

Camperismi 

Ieri e l'altro ieri siamo stati letteralmente fagocitati dal Romecamp. Gli speech erano tantissimi, le persone che andavano e venivano ancora di più, tanto che penso di aver passato il mio tempo a cercare di mettere a fuoco chi c'era e chi non c'era ("oh, ma tu nun me vedi neanche se sto a 30 cm?"). Per quelli che si chiedono (che mi chiedono sempre) come è un barcamp, stavolta ho perfino una risposta sensata: qui trovate tutti gli interventi, le interviste e i siparietti. Provvidenzialmente non sono stati ripresi gli interstizi.

mae*
alle 14:04
mercoledì, 12 novembre 2008

We live here now 

Ora non starò qui a ripetervi che Aaron Sorkin è un genio. Non starò qui a dirvi che Studio 60 è una meraviglia, che i dialoghi sono capolavori, i personaggi sono splendidi e soprattutto che la protagonista femminile è talmente figa che mi ci fidanzerei perfino io (ma per rubarle i vestiti ovviamente). Non ve lo dirò perché avete studiato e sapete già tutto (oppure leggete questo blog da ormai troppo tempo - e in tal caso siete condonati di tutto). Insomma, non vi dirò nulla di tutto questo. Vi dirò solo che da stasera domani sera alle 21 andrà in onda su Joi, ossia sul digitale terrestre. Non oso immaginare come possa essere doppiato in italiano. Ma per Aaron sopporteremo anche questo.

mae*
alle 00:41
lunedì, 10 novembre 2008

Filosofismi 

Tutto è cominciato a Marina di Camerota, durante il convegno che per tre giorni ha riempito simpaticamente le nostre vite. Allora, noi piccole sartine impegnate a dirottare filosofi in ognidove in modo che stessero nel posto giusto al momento giusto, non avremmo mai immaginato cosa ne sarebbe stato di quelle interviste che Massimo Adinolfi riusciva miracolosamente a ritagliarsi tra una conferenza e l'altra. E non solo non avremmo mai immaginato, ma sinceramente non riusciamo a immaginarcelo neanche adesso. Dunque, tra poco, alle 17.09 (ma va in onda anche domani e tutti i martedì alla stessa ora su RED) ci posizioneremo diligentemente davanti alla tv per vedere Europa Occidente. Perché va bene tutto, ma la possibilità di prendere in giro da qui all'eternità il filosofo di riferimento non vogliamo perderla di certo.

mae*
alle 16:53
mercoledì, 05 novembre 2008

Perché siamo inguaribili romantici e ci piace il lieto fine 

Che la serata fosse una di quelle buone lo abbiamo capito fin dall'inizio, quando la Roma ha rifilato tre gol al Chelsea. Dopo di che era chiaro che il resto delle serata sarebbe stata in discesa. Buon lavoro, Mr President.

mae*
alle 19:03
martedì, 04 novembre 2008

The very model of a modern network tv show 

La verità - la cruda verità - è che abbiamo fatto tutta sta fatica solo per poter cantare un giorno tutti in coro questa canzone. Perché in fondo è solo questione di modelli di riferimento.



Qui
e qui tutti i riferimenti del caso.
Il testo, invece, continuando a leggere.

mae*
alle 18:30
lunedì, 03 novembre 2008

These things take patience 

Domani sarà una giornata importante, per l'America e per il mondo intero (no, non mi riferisco solo a questo). Lo so io, lo sapete voi. Ci siamo capiti. Per questo vi esorto tutti a non farvi trascinare dall'entusiasmo prima del tempo. E il tempo, per quanto mi riguarda, arriverà solo quando tutti colorini saranno al posto giusto. Ne abbiamo già vissute a sufficienza di elezioni al cardiopalma. Io, francamente, ho già dato. Non so voi. E agli impavidi trasgressori non posso che ricordare quel che il nostro uomo di riferimento alla Casa Bianca ci ha insegnato sul destino cinico e baro e quello che la sottoscritta scrisse in proposito (allora il conteggio beffardo era un altro, ma la lezione rimane sempre la stessa).

Toby: “These things take patience. These things take skill. These things take luck. In the 15 months we’ve been in office, what kind of luck have we had, Ginger?”
Ginger: “Bad luck”
Toby: “What kind of luck?”
Ginger:“Very bad luck”.

mae*
alle 23:58
domenica, 02 novembre 2008

Fosse vero 

Prologo: Quando anni fa mi sono imbattuta in lui era candidato alle elezioni provinciali e sul suo blog alternava post in cui raccontava la sua campagna elettorale a post sulla serie Buffy L'ammazzavampiri. A ripensarci adesso sembra quasi un secolo fa: i blog erano nati da poco, lui faceva l'archeologo, la sottoscritta era molto fuori corso, entrambi passavamo il tempo a parlare della nostra ossessione televisiva: West Wing.

Il giorno in cui mi ha accennato alla collaborazione con la tv ero nel suo ufficio, alla fine di una delle solite riunioni in cui mi dice di fare cose tecnicamente impossibili e io gli sbrodolo 30 motivi per cui sono tecnicamente impossibili e lui risponde che tanto bisogna farle lo stesso e alla fine io mi rassegno e dico: "Va bene, per quando?", e lui risponde: "Domani".
Insomma, ero già abbastanza provata e stavo quasi per andarmene quando se ne è uscito con questa storia della tv. Io l'ho guardato allibita, poi ho cominciato a ridere. "Sono serio", ha detto. "Tanto non ci credo neanche se lo vedo", ho detto io. Lui ha risposto: "Vedrai". Allora ho smesso di ridere.

Il fatto è che le sartine della Fondazione sono ferratissime nell'arte dell'imprevisto e dell'imprevedibile. Tante sono le crisi improvvise, le idee da realizzare subito, le emergenze che vanno, quelle che vengono, che ormai siamo maestre dell'isterica impertubabilità (nel senso che siamo tutte isteriche ma al tempo stesso imperturbabili, il che mi rendo conto possa apparire un controsenso, ma abbiate pazienza: se non siete capaci non è colpa nostra). Dunque, malgrado le riunioni si susseguissero una dopo l'altra, magrado il fermento fosse evidente sotto i nostri occhi, abbiamo continuato tranquille a fare finta di niente, simulando persino indifferenza a ogni passaggio di Andrea Pezzi.

Perlomeno fino a giovedì scorso, quando il direttore Caprara e molti dei volti del nuovo palinsesto si sono ritrovati tutti assieme, nella nostra sala riunioni. E' allora che io e la dirimpettaia abbiamo deciso che era venuto il momento di affrontare la cruda realtà. Ci siamo alzate dai nostri posti e abbiamo percorso di soppiatto il corridoio per sbirciare dalla porta posteriore.
Quasi tutta RED era presente, assieme a un pezzo della Fondazione.
All'improvviso tutto è sembrato reale.

Lui, invece, era seduto fuori, come se niente fosse. Io l'ho guardato. Lui ha detto: "Sembra tutto vero, eh?". Sembrava tutto vero.
Martedì sera, mentre il mondo aspetterà i risultati delle elezioni americane (e anche noi, ovviamente), lo schermo rosso di RED comincerà a trasmettere. E per un istante ci sentiremo ancora giovani e incoscienti.

mae*
alle 23:00
sabato, 18 ottobre 2008

Ikea look and feel /3 - Scelte difficili 

(segue da qui)

RIC: sai, stavo pensando una cosa... i quadernoni dell'università rischiano di non entrare nella Billy.
GR: ti svelo una segreto: i quadernoni dell'università li devi anda' a mette in cantinaaa!
RIC: eh?
GR: insieme ai diari smemoranda del liceo.
RIC: cooosa? anche i diari e le smemorandeee?
GR: sì, pure quelli.
RIC: nooooo.
GR: sì, e anche lo scatolone con i biglietti dei musei del viaggio a Parigi di mille anni fa... e con le cartoline del 1988.
RIC: no, i biglietti non ce la posso fareee!
...
...
GR: in realtà io tengo tutto in un ripiano alto della Ivar.
RIC: ah ecco. hai barato.
GR: sì.
RIC: farò anche io così.

mae*
alle 01:31