La medesimezza del medesimo
Immagino che nessuno di voi abbiamo mai cercato di organizzare una cena - una semplice cena - con due filosofi, un giornalista e un archeologo. Se l'aveste fatto a quest'ora sapreste che non se ne può uscire vivi. E ne avreste avuto la chiara consapevolezza a metà del carteggio delirante, nell'instante in cui uno dei due filosofi (quello che non vive nel paese reale) pronunciò la seguente frase: "scusate, ma su questo raccordo anulare cosa è la carreggiata interna?" (per la cronaca, in quell'occasione, il più pragmatico di tutti fu l'archeologo, grazie al quale ne venimmo a capo, ancora non so come). Ecco, ora pensate cosa debba essere stato per la mia collega dirimpettaia organizzare un'intera school filosofica. Ci sono stati momenti in cui abbiamo seriamente temuto per la sua salute mentale. Quei momenti, per la verità, non sono ancora passati. Tutto questo per dire che da domani fino a domenica io sono a Marina di Camerota a monitorare le operazioni di voto, ehm no, cioè a monitorare lo stato di salute di tutti noi. Ma mi pare che le premesse non promettano nulla di buono.


