giovedì, 22 maggio 2008

La medesimezza del medesimo 

Immagino che nessuno di voi abbiamo mai cercato di organizzare una cena - una semplice cena - con due filosofi, un giornalista e un archeologo. Se l'aveste fatto a quest'ora sapreste che non se ne può uscire vivi. E ne avreste avuto la chiara consapevolezza a metà del carteggio delirante, nell'instante in cui uno dei due filosofi (quello che non vive nel paese reale) pronunciò la seguente frase: "scusate, ma su questo raccordo anulare cosa è la carreggiata interna?" (per la cronaca, in quell'occasione, il più pragmatico di tutti fu l'archeologo, grazie al quale ne venimmo a capo, ancora non so come). Ecco, ora pensate cosa debba essere stato per la mia collega dirimpettaia organizzare un'intera school filosofica. Ci sono stati momenti in cui abbiamo seriamente temuto per la sua salute mentale. Quei momenti, per la verità, non sono ancora passati. Tutto questo per dire che da domani fino a domenica io sono a Marina di Camerota a monitorare le operazioni di voto, ehm no, cioè a monitorare lo stato di salute di tutti noi. Ma mi pare che le premesse non promettano nulla di buono.

mae*
alle 02:23
in me
domenica, 11 maggio 2008

Cose che succedono ai Barcamp 

Mount RushmoreHo passato tutto il mio primo barcamp, a cui fra l'altro ho participato solo parzialmente, cercando caparbiamente di fare un'unica e semplice cosa: evitare che mi fotografassero. Fu un'impresa ardua e faticosissima, peraltro quasi totalmente fallita. Tanto che al secondo barcamp, a Matera (ma ne hanno parlato già tutti), ero talmente rassegnata che mi sono fatta fotografare perfino in posa. Ho detto tutto.
(Prima o poi arriveranno anche le mie di foto, con calma, ma arriveranno. Daje.)

mae*
alle 14:07
lunedì, 28 aprile 2008

Anni di fatica e botte e vinci casomai i mondiali 

Sembrava un po' così Alemanno oggi quando gli hanno detto che sì, non era uno scherzo, era lui il sindaco della graaande capitale, che aveva ottenuto quello che non era riuscito neppure a Gianfranco Fini. Perché bisogna dargli atto che si è impegnato parecchio, era sempre lì che si agitava, si accalorava, si accartocciava attorno a una frase, ché poi l'effetto era po' come a scuola: quelli che si impegnano, anche se non sono capaci, ti fanno simpatia. Rutelli, invece, pareva un po' come quei pugili che con una mano tengono il piccoletto scalciante mentre con l'altra si aggiustano i capelli. Non ci credeva neppure lui. O perlomeno non voleva sporcarsi i pantaloni.
E' una sconfitta politica. E' il modello Roma che ha funzionato alla perfezione. Guarda, secondo me tutte e due. Zingaretti ha vinto. No, ma è il voto disgiunto. Sì, ma io rutelli non l'avrei votato neanche se me l'avesse chiesto George Clooney in persona. Rutelli è stato il più grande sindaco della nostra graaande capitale. Ve la ricordate la capocella di mario silla? E i soldi del giubileo? No, dico ma barbarapalombelli? Io conosco uno che ha votato sinistra arcobaleno alla provincia e fiamma tricolore al comune. La gente è strana. La gente non si informa. Ma perché scusa dovrebbe informarsi, spiegami? Comunque adesso c'è l'informazione ombra. Ecco mentre cerchi di capire cos'è l'informazione ombra, mi passi quell'email ombra del ministro ombra del governo ombra, grazie. E' che c'era il ponte e sono andata al mare. Io la casa al mare non ce l'ho.
Insomma oggi ne abbiamo sentite di tutti i tipi e non saprei giudicare. So solo una cosa, queste elezioni erano difficili a prescindere. Lo sapevamo. Azzeccare le mosse giuste richiedeva un delicato equilibrismo, una complessa alchimia. Non dovevamo sbagliare proprio niente. Le abbiamo sbagliate tutte.

mae*
alle 21:29
domenica, 20 aprile 2008

Non si finisce mai di soffrire 

A proposito di quanto detto qui, dell'analisi del voto e delle grandi verità sull'universo che ci circonda, questa mi pare un'altra analisi assai condivisibile. Poi giuro che la smetto (e torno a parlare di cose serie).

Per questo una lezione da trarre è che per intercettare i voti dei cosiddetti ceti moderati non bisogna diventare un partito moderato; piuttosto un partito radicato, di popolo, dinamico, con un’anima e un messaggio forti. [leggi tutto]

mae*
alle 00:52
venerdì, 18 aprile 2008

Almeno credo 

Come dice lui, l'analisi del voto è una cosa seria, ragione per cui non ne troverete traccia da queste parti. Devo dire, però, che la più acuta ed esaustiva descrizione dello stato della sinistra, dell'elettore di sinistra in genere, mi si è palesata lunedì sera in un pub vicino casa, quando assieme a un gruppo di elettori del pd cercavamo di dimenticare la batosta elettorale seguendo i dibattiti politici in tv (ammetto che forse non era la tattica più adeguata). In particolare la situazione è stata chiara quando uno dei commensali, in preda al più classico stato di negazione delle realtà, a sole 600 sezioni mancanti continuava a sostenere che dati alla mano (opportunatamente riportati sulla tovaglietta di carta) praticamente avevamo vinto, un altro elencava dettagliatamente gli errori che dal '68 a oggi avevano portato all'irrimediabile sconfitta, mentre tutti gli altri, dolorosamente consapevoli, scuotevano la testa e contribuivano alla discussione con un fondamentale: è così. Sfortunatamente dell'accaduto non ci sono documenti fotografici (in realtà ci sarebbero, se solo sapessi scaricare i file dal mio cellulare). In mancanza di analisi definitive sulla realtà che ci circonda, quindi, vi lascio con la più chiara e la più originale lette finora.

mae*
alle 11:21
mercoledì, 16 aprile 2008

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo 

Ora non è che io voglia proprio infierire, ma non è colpa mia se in queste ore non riesco a pensare ad altro che al velociraptor radiattivo. E' che le similitudini sono parecchie.

Perché anche quando sembri ragionevole – financo coraggioso – preferire al passo sbilenco dell’armata brancaleone lo sprint in solitaria, quella dell’individualismo spaccone è sempre una pessima idea. Il pubblico lo sa – ecco che muore – e non si mette paura, non versa una lacrima, soltanto dichiara ufficialmente aperta l’ecatombe per cui ha pagato il biglietto.

mae*
alle 02:20
lunedì, 14 aprile 2008

Waiting for Godot 

E' inutile che facciamo finta di niente, anche i più distaccati tra noi stanno aspettando i risultati delle elezioni.  E poi aspetteremo i risultati dei risultati, e poi i risultati del viminale e così via fino all'infinito. Forse.
(Qui intanto si aprono computer, si installano ram. Mentre le colleghe correggono le bozze delle rivista. Siamo serie professioniste noi, ah).

mae*
alle 13:35
mercoledì, 09 aprile 2008

I despise the success of others 

Io e lei in uno dei nostri momenti di delirio.
- è vero, ci mancano tanto.
- non me ne parlare.
- dove sono gli uomini così?
- temo non esistano.
- se non avesse tre figli, Bradley Whitford, accidenti a lui!
- ma chi se ne frega dei figli.
- oh, buttiamo alle ortiche questa educazione cattolica. questi valori, pfui.
- tze, ancora così stai?
- lui e la moglie si sono conosciuti a un appuntamento al buio, organizzato da amici comuni.
- cosaaa?
- già. Lei è l'attrice che fa la mamma in Malcom in the middle, hai presente?
- una cozza.
- eh.
- inspiegabile.
- e tu li hai amici così, che ti organizzano questi incontri?
- hai presente il deserto?
- ecco.
- tutto questo andrebbe postato... se non ci inimicassimo tutti gli amici comuni.
- colpa loro. Ci hanno mai presentato gente così?

mae*
alle 13:20
venerdì, 04 aprile 2008

Take me away 

Al solo scopo di rassicurarvi sulla mie abitudini alimentari, problema che immagino tormenti le vostre serate, devo raccontarvi dell'eccezionale scoperta che abbiamo fatto in ufficio: il take away (take away che ha soppiantato quasi totalmente la consuetudine della pericolosissima pizza bianca). Il merito della recente rivoluzione è della collega omonima e l'unico motivo per cui ne parlo è il modo in cui l'ho scoperto.

- Vado a comprare il pranzo.
- Perché non provi il take away?
- Dov'è?
- Da Campo dei Fiori giri a sinistra, poi vai dritta, e dopo il negozio di Hello Kitty....
- ...
- Il negozio di Hello Kitty, non l'hai mai visto?
- ...
- Non è che vende anche cose di Hello Kitty, è esclusivamente di Hello Kitty...
- C'è un negozio di Hello Kitty qui vicino?
- Non lo sapevi?
- No.
- Perché fai quella faccia?
- Io vado a comprare il pranzo. Se fra 3 ore non sono tornata, venitemi a tirare fuori dal negozio di Hello Kitty.

mae*
alle 15:38
in me
domenica, 23 marzo 2008

Gli uomini e la loro capacità di farti sentire meglio 

Guardando una mia foto recente su flickr.
- sai una cosa?
- cosa?
- sei invecchiata.
- ah, grazie.
- nel senso che ora dimostri finalmente la tua età.
- lo dici per farmi sentire meglio?
- no, lo dico per il principio di realtà.

mae*
alle 15:49
martedì, 18 marzo 2008

Internet is full, go away 

Non è che la chiusura di Herzog non mi abbia colpito. Mi ha colpito molto. Come hanno detto in molti fa un certo effetto per tutte quelle ragioni per cui dopo cinque anni siamo ancora qui a scrivere. Fa effetto soprattutto per il tempo che sembra sia passato e che invece non lo è poi tanto. O forse viceversa, dipende dai punti di vista. Il fatto è che nel 2003 c'ero anche io. A giugno 2003 per l'esattezza. E a dire il vero all'epoca mi pareva che la golden age, per dirla come lui, fosse già passata da un pezzo, o perlomeno era quello che sostenevano coloro che avevano un blog da due anni, e si erano stancati di tutta questa caciara. Insomma non mi sono mai sentita così all'avanguardia (ma forse è solo una questione di mesi). Ma è un fenomeno ampiamente noto, un fenomeno che ho visto più volte ripetersi in questi anni in rete, da quando la prima volta ho fatto andare il mio modem 14.4. C'è sempre un tempo migliore di questo. Un tempo che era pervaso da entusiamo e sincera partecipazione. E generalmente è il tempo in cui c'era meno gente. Il che dovrebbe insegnarci molto sulla natura dell'essere umano.

mae*
alle 18:25
mercoledì, 12 marzo 2008

Piani strategici 

Collega fa lunga disquisizione tecnica sulle diverse strategie da adottare a Risiko. Io e collega dirimpettaia ascoltiamo affascinate.

-
Perché devi capire che la Cina è una casino...
- Vedi, tutte queste cose non le sapevo...
- Neanche io.
- Scusate, ma come avete passato le vostre notti all'università?
- Ehm, io studiavo ingegneria.
- Ah, già.

mae*
alle 16:59
in me
giovedì, 06 marzo 2008

Sweet baby Jesus, Hank is going to hell 

Hank Moody /3La questione Californication non è negoziabile. Qui spiego perché. E da stasera arriva anche in Italia, su Jimmy. Ora non vi rimane che imparare a memoria le frasi più belle di Hank Moody. Adorarlo sarà solo una diretta conseguenza.

mae*
alle 20:10

Ma s'io avessi previsto tutto questo 

Prologo: No, dico ma siete sicuri? Certo, le cose ci piacciono difficili, sennò non ci divertiamo. Ah. Benvenuta tra noi. Ah, grazie.

Non è andata proprio così, ma rende l'idea di come è cominciata. Nel frattempo sono passati un po' di mesi, un buon numero di ore insonni e la netta sensazione che la vita a volte ci si metta di impegno per farti perdere la calma. Poi ieri finalmente abbiamo presentato la creaturina (anzi, in realtà sono due) che come tutte le creaturine ha ancora molti difetti e deve crescere e smettere di succhiarsi il pollice. Però insomma è bellina e - mi dicono - assomigli tutta alla mamma, il che non è detto che sia proprio un complimento.

Potrei raccontare un sacco di cose buffe sulla sequenza di tragicomici momenti che ci hanno portato fino qui, se solo li ricordassi. Posso però dirvi di come le mie colleghe abbiano, loro malgrado, imparato a vedermi parlare con il monitor. Di come lui abbia esordito per mesi con la frase: allora mi fai vedere qualcosa? E di come la mia risposta sia stata sempre immancabilmente: no. O di quanto lui mi abbia pazientemente assistito, benché poi finissi per prendermela sempre con lui. E potrei perfino raccontarvi - se solo lo volessi - di quando ieri il direttore della rivista è venuto da me dicendo: tu ti siedi vicino a me durante la conferenza stampa. E io ho risposto solo un lungo e inarrestabile: noooooo. E lui ha detto: invece sì. E io ho saputo pronunciare solo parole sconnesse. E le mie colleghe hanno fatto sì con la testa e io ho replicato: voi siete pazze. E lui ha fatto un ghigno sadico e io ho pensato che prima o poi me la pagherà. Ma non vi dirò nulla di tutto questo, vi dirò solo di andare a vedere Babele perché noi le vogliamo già bene, e poi è piena di blaaagh.

mae*
alle 02:18
venerdì, 22 febbraio 2008

A cosa serve aver studiato ingegneria 

Voi non lo sapete, ma sono settimane difficili. Si va avanti senza un minuto di pausa nel preoccupato stupore di chi mi sta attorno. Per dire, ieri una delle mie colleghe ha insistito per andarmi a comprare il pranzo, un'altra voleva cedermi la sua insalata (perchè mangiassi per una volta cibo sano) e la terza mi ha offerto a forza metà della sua arancia (il giorno prima mi aveva offerto metà della sua zuppa). Comunque nei momenti di profonda frustrazione mi ripeto una sola cosa: ho fatto di molto peggio, ho superato elettronica 2. Certo, allora ero più giovane.

mae*
alle 12:04
in me
lunedì, 18 febbraio 2008

31 minuti 

Ora sappiamo con esattezza il tempo del nostro impazzimento: 31 minuti. Dopo di che, voglio dire va bene Jack è Jack (l'uomo più di coccio del pianeta), Sawyer è Sawyer (no comment, yoda), Kate è tanto carina, Ben è straordinariamente cattivo, Juliet è magnifica, Locke è da ammazzare ma rimane sempre Locke (vi ho mai detto di quando ipnotizzata dai suoi enormi occhi azzurri ho dimenticato tutte le domande?), ma vogliamo parlare di Sayid? No, dico, parliamone.

mae*
alle 16:43
sabato, 16 febbraio 2008

Evoluzione della specie 

- Cosa stavi facendo?
- Stavo postando sul newsgroup.
- Sul newsgrouuuuup? poi che farai, manderai un fax?

mae*
alle 00:47
giovedì, 14 febbraio 2008

Tecnologicamente avanzate 

Dopo aver spiegato alla collega dirimpettaia come scannerizzare un documento
- Poi sei riuscita a fare anche le altre copie?
- Sì, certo, una volta che capisco quali bottoni devo premere, in genere riesco a ripeterlo.
- Ma non è di te che non mi fido, è della tecnologia...
- In quel caso avrei cominciato ad urlare. Te ne saresti accorta.

mae*
alle 15:18

Ma non è un quadratino 

Pure a san valentino ognuno ha gli amici che si merita.

mae*
alle 12:22
giovedì, 07 febbraio 2008

Un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo... 

Non è che voglia trasformarmi in cundari, ma poi leggo in giro e vedo gente che davvero si entusiasma per questa idea di andare alle elezioni da soli, intendo persone che teoricamente sarebbero di sinistra. Ora, è tutto molto bello sì, l'idea è anche molto affascinante, guardate, mi sento quasi una figa pazzesca, anzi io direi che a ogni elettore potremmo anche regalare un album di figurine e un cofanetto dvd. Dopo di che qualcuno mi dovrebbe spiegare: una volta presa la nostra percentualina dura e pura cosa ci facciamo? 

mae*
alle 11:07