domenica, 11 maggio 2008

Cose che succedono ai Barcamp 

Mount RushmoreHo passato tutto il mio primo barcamp, a cui fra l'altro ho participato solo parzialmente, cercando caparbiamente di fare un'unica e semplice cosa: evitare che mi fotografassero. Fu un'impresa ardua e faticosissima, peraltro quasi totalmente fallita. Tanto che al secondo barcamp, a Matera (ma ne hanno parlato già tutti), ero talmente rassegnata che mi sono fatta fotografare perfino in posa. Ho detto tutto.
(Prima o poi arriveranno anche le mie di foto, con calma, ma arriveranno. Daje.)

mae*
alle 14:07
venerdì, 18 aprile 2008

Almeno credo 

Come dice lui, l'analisi del voto è una cosa seria, ragione per cui non ne troverete traccia da queste parti. Devo dire, però, che la più acuta ed esaustiva descrizione dello stato della sinistra, dell'elettore di sinistra in genere, mi si è palesata lunedì sera in un pub vicino casa, quando assieme a un gruppo di elettori del pd cercavamo di dimenticare la batosta elettorale seguendo i dibattiti politici in tv (ammetto che forse non era la tattica più adeguata). In particolare la situazione è stata chiara quando uno dei commensali, in preda al più classico stato di negazione delle realtà, a sole 600 sezioni mancanti continuava a sostenere che dati alla mano (opportunatamente riportati sulla tovaglietta di carta) praticamente avevamo vinto, un altro elencava dettagliatamente gli errori che dal '68 a oggi avevano portato all'irrimediabile sconfitta, mentre tutti gli altri, dolorosamente consapevoli, scuotevano la testa e contribuivano alla discussione con un fondamentale: è così. Sfortunatamente dell'accaduto non ci sono documenti fotografici (in realtà ci sarebbero, se solo sapessi scaricare i file dal mio cellulare). In mancanza di analisi definitive sulla realtà che ci circonda, quindi, vi lascio con la più chiara e la più originale lette finora.

mae*
alle 11:21
martedì, 18 marzo 2008

Internet is full, go away 

Non è che la chiusura di Herzog non mi abbia colpito. Mi ha colpito molto. Come hanno detto in molti fa un certo effetto per tutte quelle ragioni per cui dopo cinque anni siamo ancora qui a scrivere. Fa effetto soprattutto per il tempo che sembra sia passato e che invece non lo è poi tanto. O forse viceversa, dipende dai punti di vista. Il fatto è che nel 2003 c'ero anche io. A giugno 2003 per l'esattezza. E a dire il vero all'epoca mi pareva che la golden age, per dirla come lui, fosse già passata da un pezzo, o perlomeno era quello che sostenevano coloro che avevano un blog da due anni, e si erano stancati di tutta questa caciara. Insomma non mi sono mai sentita così all'avanguardia (ma forse è solo una questione di mesi). Ma è un fenomeno ampiamente noto, un fenomeno che ho visto più volte ripetersi in questi anni in rete, da quando la prima volta ho fatto andare il mio modem 14.4. C'è sempre un tempo migliore di questo. Un tempo che era pervaso da entusiamo e sincera partecipazione. E generalmente è il tempo in cui c'era meno gente. Il che dovrebbe insegnarci molto sulla natura dell'essere umano.

mae*
alle 18:25
giovedì, 06 marzo 2008

Ma s'io avessi previsto tutto questo 

Prologo: No, dico ma siete sicuri? Certo, le cose ci piacciono difficili, sennò non ci divertiamo. Ah. Benvenuta tra noi. Ah, grazie.

Non è andata proprio così, ma rende l'idea di come è cominciata. Nel frattempo sono passati un po' di mesi, un buon numero di ore insonni e la netta sensazione che la vita a volte ci si metta di impegno per farti perdere la calma. Poi ieri finalmente abbiamo presentato la creaturina (anzi, in realtà sono due) che come tutte le creaturine ha ancora molti difetti e deve crescere e smettere di succhiarsi il pollice. Però insomma è bellina e - mi dicono - assomigli tutta alla mamma, il che non è detto che sia proprio un complimento.

Potrei raccontare un sacco di cose buffe sulla sequenza di tragicomici momenti che ci hanno portato fino qui, se solo li ricordassi. Posso però dirvi di come le mie colleghe abbiano, loro malgrado, imparato a vedermi parlare con il monitor. Di come lui abbia esordito per mesi con la frase: allora mi fai vedere qualcosa? E di come la mia risposta sia stata sempre immancabilmente: no. O di quanto lui mi abbia pazientemente assistito, benché poi finissi per prendermela sempre con lui. E potrei perfino raccontarvi - se solo lo volessi - di quando ieri il direttore della rivista è venuto da me dicendo: tu ti siedi vicino a me durante la conferenza stampa. E io ho risposto solo un lungo e inarrestabile: noooooo. E lui ha detto: invece sì. E io ho saputo pronunciare solo parole sconnesse. E le mie colleghe hanno fatto sì con la testa e io ho replicato: voi siete pazze. E lui ha fatto un ghigno sadico e io ho pensato che prima o poi me la pagherà. Ma non vi dirò nulla di tutto questo, vi dirò solo di andare a vedere Babele perché noi le vogliamo già bene, e poi è piena di blaaagh.

mae*
alle 02:18
sabato, 16 febbraio 2008

Evoluzione della specie 

- Cosa stavi facendo?
- Stavo postando sul newsgroup.
- Sul newsgrouuuuup? poi che farai, manderai un fax?

mae*
alle 00:47
giovedì, 14 febbraio 2008

Ma non è un quadratino 

Pure a san valentino ognuno ha gli amici che si merita.

mae*
alle 12:22
giovedì, 17 gennaio 2008

L'ho sempre detto che il mio era solo interesse scientifico 

L'ingegnere che c'è in me - ma soprattutto la fan che c'è in me - vede certi corsi universitari e capisce di aver sbagliato tutto nella vita.

mae*
alle 12:00
domenica, 16 dicembre 2007

Il post sotto l'albero che non ti ho scritto 

Vedo con piacere che sono in buona compagnia. Ma a sir Squonk vogliamo bene lo stesso e anche quest'anno è arrivato il Post Sotto L'Albero.

mae*
alle 14:11
lunedì, 10 dicembre 2007

Social network 

Si conosce qualcuno in rete, magari ci si legge da lontano, poi ogni tanto capita di incontrarsi a un blogqualcosa, si linka questo, si bookmarka quello, si commenta entusiasti. Insomma si fanno tutte quelle belle cose che si fanno di questi tempi in questi luoghi ameni con questo nuovo media in grado di veicolare milioni di informazioni, quelle cose lì. Poi un giorno per caso si scambia qualche parola in più e si scopre di abitare nella stessa strada. A due portoni di distanza. E di non essersi mai neppure incrociati.

mae*
alle 00:09
lunedì, 26 novembre 2007

V-day 

Non è perché la renna gigante gliela abbiamo regalata noi, ma secondo me questa è la foto più bella del  mondo. E bisogna ammettere che la velocità di esecuzione del fotografo compulsivo a volte è magistrale.

mae*
alle 02:00

E ho scritto un post con due link al Sole24Ore 

Ma più che pensare a cosa cambierà in Australia da domani, pensavo a quanto la nuova destra ha cambiato molti di noi.
Noi di sinistra, intendo.

mae*
alle 01:55
giovedì, 08 novembre 2007

Teorema dell'imponderabile 

Senza offesa per nessuno. Ma alcuni tumbler sono più belli dei blog che tengono i loro tenutari.

mae*
alle 11:20
martedì, 30 ottobre 2007

Attualizzare l'archeologia 

Noi gli vogliamo bene lo stesso, ma lui non sta affatto bene.

mae*
alle 00:41
lunedì, 22 ottobre 2007

Roba dell'altro mondo /3 

Siccome non c'è niente di meglio che riuscire a combinare le proprie ossessioni in un unico gigante pacchetto di malattia mentale, qui siamo molto contente che anche i guru della blogosfera siano arrivati su Second Life.

mae*
alle 11:06
giovedì, 18 ottobre 2007

Tutta la notte e al mattino non fermarti 

La faccenda della ballerina si sta facendo sempre più torbida. All'inizio io la vedevo girare solo in senso orario e come lui era convinta che fosse una fregatura. Poi ho letto lui e mi sono fermata a vedere se per caso riuscivo a vederla anche nell'altro verso. Non che ci sperassi, sia chiaro, non sono mai - dico mai - riuscita a vedere nulla di quei quadri che dovresti riuscire a vedere in 3D, se ti concentri. E io mi sono concentrata molto, fidatevi. Insomma, oggi rivado a vedere e quella girava in senso antiorario. Come sarebbe antiorario? Allora ho riprovato di nuovo e la vedevo solo ed esclusivamente in senso orario. Ho pensato di essermi sbagliata. Stasera, infine, la vedo girare un po' di qua e un po' di là. O sono molto stanca o ho bisogno di uno psicologo.

mae*
alle 22:52
lunedì, 15 ottobre 2007

Convolarono (forse) 

Raramente le cerimonie risultano divertenti. Ancora più raramente per i motivi che hanno reso tale la cerimonia gialla (oltre al fatto che la sposa era radiosa, naturalmente).

mae*
alle 03:14
mercoledì, 03 ottobre 2007

Roba dell'altro mondo 

Sia chiaro, la sottoscritta non risponde di quel che fa il suo avatar.

mae*
alle 14:44
mercoledì, 26 settembre 2007

Fino a qui tutto bene 

E' vero il video sulle primarie di Zoro è carino, ma il vero capolavoro è la puntata sulla sinistra italiana. Perché è tutto vero, lo sapete.

mae*
alle 16:35
mercoledì, 05 settembre 2007

We can be heroes just for one day 

Torno a scrivere anche io sul nuovo Left Wing a proposito di Heroes e tutto ciò che ci circonda. No dico, potevo forse parlare d'altro? Però sulla pagina di oggi vi segnalo il bel pezzo di Orfini Il cinema italiano non esiste, una delle rare volte in cui un intervento sull'annoso e noiosissimo dibbbattito sul cinema italiano non mi fa venire l'orticaria.

Questo naturalmente non significa che il cinema non c’è più, ma solo che quando ci si interroga sulla capacità della narrazione cinematografica di svolgere una funzione altra rispetto all’intrattenimento, bisogna sforzarsi di considerarla nelle diverse moderne forme della produzione e diffusione di contenuti. [...] Buona parte degli italiani sono cresciuti vedendo Blade Runner e Dawson’s Creek, X-Files e Apocalypse Now. E oggi non si “intristiscono” di fronte a una replica, perché se non trovano più X-files, guardano Lost. E’ un male? Non credo, è solo il modo dell’Italia di oggi di essere parte del mondo di oggi. Per chi lo ha accettato, invece di produrre la tanto temuta colonizzazione culturale, il confronto con quei prodotti si è rivelato positivo. Come spiegare altrimenti il successo della fiction italiana, si tratti del commissario Montalbano o di Distretto di polizia, se non come la necessità di competere col prodotto americano? Fa specie trovarsi a spiegarlo, da sinistra, ad autorevoli editorialisti del Corriere della sera, certamente abituali lettori del professor Giavazzi.

mae*
alle 15:05
lunedì, 30 luglio 2007

Con scatto felino e abile mossa 

C'è gente che non conosce i fondamentali e pretende di insegnare storia e filosofia. Poi si chiedono come mai la scuola italiana è ridotta in queste condizioni.

mae*
alle 00:08
giovedì, 14 giugno 2007

Death Match 

Non è che abbia capito bene cosa sia questo sito, so solo che ci sono anche io contro di lei. E ciò non è bello.

mae*
alle 13:02
venerdì, 18 maggio 2007

Arretrati 

Cose che succedono mentre sono via. Lei ha scritto il post definitivo sulle ballerine. Lui ha fatto una domanda molto sensata sul family day, a cui probabilmente nessuno risponderà.

mae*
alle 13:44
martedì, 15 maggio 2007

In estrema sintesi 

1. La parte più divertente del telefilm festival è stata lo scambio di sms con lui durante la conferenza stampa della sua fiettina.
2. Per ragioni che è meglio tralasciare, durante il festival ho visto per due volte il pilot di Studio 60 (sottotitolato in italiano) in una sala gremita di gente. E posso dire che la prima volta ridevano nei punti giusti, e complessivamente è stato un successo, la seconda volta non ridevano affatto. Vorrei capire come sia statisticamente possibile. (La sottoscritta - allo stadio terminale - si preparava tre secondi prima di ogni battuta per sentire la reazione del pubblico. La seconda sala non ha riso neanche su "you work in television". Ho detto tutto.)
3. Il direttore di Rete 4 ha detto che per loro West wing è stato una grande delusione e che solo per questo sono stati costretti a spostarlo giusto un centinaio di volte nella stessa settimana, un milione nello stesso mese e un miliardo nello stesso anno. Preso un epsilon piccolo a piacere, il candidato valuti se la probabilità che Studio 60 non finisca su Rete4 sia fisicamente rilevabile.
4. Heroes è il miglior telefilm di questa stagione. Non c'entra niente con il festival, ma volevo dirlo lo stesso.
5. Proprio quando tutti cominciavamo a dirci compiaciuti che tutto sommato a Lost stavano iniziando a fare sul serio, hanno pensato bene di buttarla in caciara. Un tempismo impressionante.

mae*
alle 00:36
lunedì, 14 maggio 2007

Chanel N° 10 (non fa ridere, lo so) 

Un paio di commenti inevitabili sul nome che Ilary e Totti hanno scelto per la bambina (pardon l'ha scelto Cristian - ah beh allora).

mae*
alle 11:31
lunedì, 30 aprile 2007

E' tutto un complesso di cose... 

Che fa sì che io mi fermi qui. Dopo 4 anni Left Wing si prende una pausa. Siccome la cosa non può non toccarci, per l'occasione si linka il filosofo, l'archeologo, il metallaro, il socio di maggioranza e il direttore:

Tutte le culture e le organizzazioni della politica italiana sono dunque chiamate a verificare in questa nuova fase la loro capacità di attrarre consenso e di rinnovarsi, muovendosi finalmente in mare aperto. E così è anche per noi. Se a qualcun altro o anche solo a noi stessi il lavoro di questi quattro anni farà venire voglia di riprendere il filo, domani o dopodomani, in una forma o nell’altra, non sarà stato un lavoro inutile.

mae*
alle 16:42
martedì, 10 aprile 2007

Er sindaco rock 

Andate a leggere da voi, che detto da lui è un'altra cosa. Ma vi giuro che è vero.

mae*
alle 13:25
lunedì, 09 aprile 2007

Papà è femmina! 

Il filosofo (dopo essere stato in settimana dalla bignardi) ha scritto un bel pezzo su sua figlia, sulle identità e sul ragazzo che si è suicidato.

Questo dunque può insegnare la resurrezione anche ai non credenti: in un significato minimale, laico – in un significato, cioè, che precede l’iniziativa della grazia con la quale il Risorto si rivela ai suoi discepoli (e anche lì: sulla base di una memoria, ma trasgredendo nella fede le sue condizioni) – risorgere vuol dire che quel che si cerca non è là dove si credeva che fosse, o dove si vorrebbe ridurre qualcosa ad essere. Che non è nel sepolcro delle identità che noi veramente siamo, perché non vi è luogo più identitario di un sepolcro.

mae*
alle 15:10
venerdì, 06 aprile 2007

Il nuovo io c'ho dei valori 

"Ricordate chi ama i cani può solo essere una persona buona".

mae*
alle 16:37
lunedì, 02 aprile 2007

I lettori più attenti 

I lettori di questo blog non hanno mostrato segni di preoccupazione. Nessuno mi ha scritto, nessuno mi ha telefonato. E ciò può voler dire essenzialmente quattro cose: che i lettori di questo blog non esistono (fatto invero probabile), che i lettori di questo blog sono particolarmente perspicaci e hanno capito tutto (dello scherzo, del pesce d'aprile, dell'imbecillità della sottoscritta), che i lettori di questo blog non si sono accorti dello strano fenomeno che ha afflitto il blog, per cui si veniva reindirizzati automaticamente su un altro blog (eventualità che ci direbbe molto sul blog, sulla sottoscritta e soprattutto sui lettori medesimi), o che i lettori di questo blog hanno un'intensa vita sociale, perlomeno di domenica. In ogni caso sono molto fiera di voi.

Se volete saperne di più, potete andare qui o in uno degli altri blog che hanno aderito all'iniziativa.
Ciccsoft, Eio, Macchianera, Gattostanco , Jtheo, Pandemia, Kay, Estroversa, Samuele Silva, Mauro Biani, Personalità Confusa, Magenta & Woland, Sw4n, Trentamarlboro, Giavasan, Fulvia Leopardi, Giovy, Axellweb, Proeta, Fran, Far finta di essere sani , Akille, Giulia Blasi, Inkiostro, Livefast, Rotaciz, Placida Signora, Progetto Mayhem, Pensieri InecCesso, Il Boss , Tommaso Tessarolo, Suzukimaruti.

mae*
alle 03:00
sabato, 24 marzo 2007

Few stood against many 

Ci tengo particolarmente a essere tra i primi a dire che 300 è una cagata pazzesca. (E no, non perché passano tutto il tempo ad ammazzarsi. E no, non perché è un film da maschi. E no, non mi capita molto spesso di avere un'opinione così definitiva.)

mae*
alle 02:28
mercoledì, 14 marzo 2007

Qualcosa di personale 

twopBravo Tv ha comprato Television Without Pity. A parte l'inevitabile strascico di polemiche che non poteva non mettere in discussione la futura imparzialità di TWoP nel giudicare gli show del canale e, perché no, di tutta la Nbc Universal (cosa che mi fa molto ridere, nessuna comunità in rete è mai tendenzialmente imparziale, soprattutto se quel che si propone è - come dice il loro motto - discutere "what we love to hate and hate to love about tv"), ci sono alcuni particolari in questa vicenda che mi fanno un po' tenerezza (e ci sono almeno una diecina di persone qui in giro in grado di capire come mai).

Bunting on the origin of Television Without Pity:
"We (Bunting and Ariano) met, quote/unquote, on a bulletin board that was devoted in large part to discussing "Beverly Hills 90210.” From there, we were chatting about various topics, one of which was the then brand new "Dawson's Creek.” We were spending so much time on these forums, complaining about "Dawson's Creek,” that we thought we should just launch our own site, devoted to complaining how the show was letting us down on a weekly basis. And that's how our editorial business relationship was born. With DawsonsWrap.com, which was Fall of 98. Our love/hate take on TV did well enough that Dave Cole suggested we expand to cover a whole range of shows with the same love/hate snarky treatment. The site has grown organically ever since.”

mae*
alle 15:51
lunedì, 12 febbraio 2007

Il mondo non era ancora pronto 

Consiglio a tutti quelli che hanno commentato qui, e anche quelli che non hanno commentato, di andare a leggere il magnifico pezzo di Borgognoni a proposito delle lettere di Silvio e Veronica e delle Heroides di Ovidio (sì, avete capito bene). Dice tutto quello che avrei voluto dire e anche molto molto molto di più.

perché chiedersi se quelle lettere le abbiano scritte davvero Veronica e Silvio, se corrispondano ai loro reali sentimenti è come chiedersi se gli antichi credessero agli amori degli eroi della loro mitologia o se Enea avesse davvero abbandonato Didone e Teseo Arianna. Riferito alla mitologia degli antichi, il verbo “credere” è anzi del tutto inadeguato e arbitrario, e parlando dei pagani dovremmo piuttosto sostituire quel “credere agli dei” con “pensare il mondo”. [...] E il punto è invece che quello che accade nel Grande Fratello, sull’Isola dei Famosi, o nel carteggio tra Veronica e Silvio è il modo in cui noi pensiamo il nostro mondo, è il nostro immaginario collettivo come l’Iliade lo era di un greco dell’età classica.

mae*
alle 15:53

L'abitudine è una brutta cosa 

Questa donna è un genio. Come perché? Perché mi ha salvato la vita: io senza Mozblogbar non ci so stare. Purtroppo il problema che avevo - per cui l'avevo dovuta disinstallare - è rimasto, ma a questo punto chissenefrega.

mae*
alle 15:02
giovedì, 08 febbraio 2007

Piccole creaturine crescono 

Mezza pensione da Tiffany (o anche sere continua a figliare).

mae*
alle 18:34
lunedì, 05 febbraio 2007

La metà di niente 

Ecco perché - a volte - siamo un paese meraviglioso. Ed ecco, invece, la splendida posta del cuore in cui parte della redazione di leftwing ha preteso pubbliche scuse. La mia lettera inizia così:

Egregio Direttore – Con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso degli ultimi trentadue anni. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio alla mia vita.

p.s.: notare, per favore, come le ragazze abbiano stravinto il confronto a mani basse.

mae*
alle 02:50
giovedì, 01 febbraio 2007

Sorpassati dalla storia 

Ho come l'impressione che quelli che si affannano a ripetere a noi della lettere di veronica e silvio non ce ne può fregar di meno siano un po' come quelli che ogni volta non mancano mai di ribadire che a loro dei reality non gliene frega proprio niente.

mae*
alle 16:24
venerdì, 12 gennaio 2007

iphonino 

Visto che ne avevo accennato, vi lascio le mie acutissime osservazioni e poi taccio per sempre. La faccenda è molto più semplice di quanto la stiano facendo tutti. Talmente semplice da rasentare il banale. Non sono una fanatica della apple, semmai il contrario. Ma dal momento che mi pare ormai chiaro che l'iPhone non abbia nessuna novità sostanziale rispetto ad altri prodotti dello stesso tipo (non fa il caffè, non teletrasporta la gente, non fa leggere il futuro), penso che la questione si possa semplificare prendendo come esempio il successo che l'ipod ha avuto rispetto ad altri prodotti apple.

mae*
alle 22:43
lunedì, 27 novembre 2006

Il futuro è già qui 

Il prof nell'elzeviro di leftwing:

Forse davvero ci attende un futuro (che evidentemente è già qui) in cui la conoscenza storica sarà costruita anche da tecniche spettacolarizzate, dalle quali Hitler sarà trattato esattamente alla stregua di Materazzi e del suo misterioso labiale nella notte della finale dei Mondiali, o di un fuori onda di “Striscia la Notizia”. Magari il video d’epoca, muto ma sottotitolato, verrà distribuito su YouTube. Magari qualcuno penserà di rubricarlo sotto la dicitura “video divertenti” (avrà anche fatto qualche battuta di spirito, ogni tanto, il buffo dittatore; e poi sarà davvero lui o forse è Chaplin che ne fa la parodia?). Chissà se qualcuno penserà ancora di dover indagare e perseguire i fornitori tecnici del servizio (o magari i programmatori del software che legge i labiali).
Se ciò accadrà, Hitler sarà del tutto dissacrato, privato della sua natura di sineddoche del male assoluto, accostato a un presunto video erotico di Britney Spears e all’ultima performance di qualche adolescente giapponese o coreano che imita Darth Vader con un manico di scopa al posto della spada laser. Perderà, insomma, tutta la sua pesantezza. La sua profondità. Ciò potrebbe persino non essere un male. Può darsi, dicevo, che Baricco non abbia tutti i torti. Certo, occorrerà allora parecchia forza per continuare a recuperare e pensare la differenza: tra Hitler e Britney Spears. Tra Hitler e il villain dell’ultimo blockbuster. Tra la morte di cinquanta milioni di esseri umani a causa della seconda guerra mondiale e quella di cinquanta milioni di comparse elettroniche in un qualche videogame strategico.

mae*
alle 15:06
venerdì, 17 novembre 2006

I believe I can fly 

E' terribile, nessuno mi ha avvertito di questo.

mae*
alle 15:21
lunedì, 30 ottobre 2006

Inferni paralleli 

The Departed mi ha lasciato un po' interdetta e non saprei cosa dirvi precisamente del film, so però che la recensione di sere è molto bella. Probabilmente più del film.

mae*
alle 16:09
venerdì, 27 ottobre 2006

La medesimezza del medesimo 

Non potete capire che esperienza può essere passare una serata da sola con quattro - dico quattro - filosofi, un giornalista e un archeologo. Per lunghi momenti non avevo la più pallida idea di cosa stessero dicendo. E' stato molto bello.

mae*
alle 16:04
martedì, 24 ottobre 2006

Fields of Gold 

Non è uno dei suoi celebri Classic music for dummies, ma questa settimana il piccolo ingegnere maledetto si è parecchio sbizzarrito con Sting e il suo liuto.

mae*
alle 15:30
lunedì, 23 ottobre 2006

Era antipatico 

Era antipatico (quel puntino rosso là, davanti a tutti).

Qui gliene abbiamo fatte di tutti i colori, perché l’amore non viene gratis. Ci è sempre stato cordialmente antipatico, poco da fare. Mancava di “umanità”, ingrediente che evidentemente non serve in Formula 1. [...] Ma un pilota che non piange a noi tifosi piace poco.
Beh, ora che non potremo più vederlo guidare una Ferrari da Formula 1 lo posso dire: ci siamo sbagliati. Sì, era antipatico e non si è mai degnato di imparare l’italiano: ma è il più forte di tutta la storia dell’automobilismo. Nessuno al mondo è andato più veloce di lui, nessuno ha vinto di più e nessuno ha dato l’impressione di poter continuare a vincere ancora, come ha fatto lui. [da suzukimaruti]

mae*
alle 03:40
domenica, 22 ottobre 2006

Rosso permissivo 

La storia del rosso permissivo nell'incidente della metro ha colpito ludik, e non solo lui.

Le telecamere che ieri sera scrutavano le scollature delle dive, i sorrisi ansiosi di chi si gode la vita e non gli importa come, oggi scorrono via, si infilano nel traffico per catturare la faccia insangunata, l'occhio sbarrato di chi ha appena scansato la morte e non sa bene perché. Una bomba, pensano tutti all'inizio. Un incidente, invece è stato. Treni che procedevano a vista nel buio, semafori rossi, ma di un rosso che poi spiegheranno come un "rosso permissivo". Rosso. Permissivo. Ci vuole un immaginario un po' schizzato per questi tempi disordinati.

mae*
alle 00:05
giovedì, 12 ottobre 2006

Casa mia, per piccina che tu sia... 

Dada ha comprato Splinder. Non so perché, ma non mi sembra una buona notizia.

mae*
alle 23:32
lunedì, 25 settembre 2006

E un piccione viaggiatore no? 

Nell'era delle nuove tecnologie a borgognoni staccheranno la luce (forse).

mae*
alle 16:00
lunedì, 18 settembre 2006

Accorrete numerosi 

La prima mostra della mia fotografa di riferimento.

mae*
alle 14:08
venerdì, 16 giugno 2006