domenica, 23 marzo 2008

Gli uomini e la loro capacità di farti sentire meglio 

Guardando una mia foto recente su flickr.
- sai una cosa?
- cosa?
- sei invecchiata.
- ah, grazie.
- nel senso che ora dimostri finalmente la tua età.
- lo dici per farmi sentire meglio?
- no, lo dico per il principio di realtà.

mae*
alle 15:49
sabato, 16 febbraio 2008

Evoluzione della specie 

- Cosa stavi facendo?
- Stavo postando sul newsgroup.
- Sul newsgrouuuuup? poi che farai, manderai un fax?

mae*
alle 00:47
giovedì, 14 febbraio 2008

Tecnologicamente avanzate 

Dopo aver spiegato alla collega dirimpettaia come scannerizzare un documento
- Poi sei riuscita a fare anche le altre copie?
- Sì, certo, una volta che capisco quali bottoni devo premere, in genere riesco a ripeterlo.
- Ma non è di te che non mi fido, è della tecnologia...
- In quel caso avrei cominciato ad urlare. Te ne saresti accorta.

mae*
alle 15:18
domenica, 27 gennaio 2008

Decisionismi 

Entra di corsa in regia audio.
- Mi scusi, cosa succede?
- Eh non si vede il video fuori dell'auditorium
- Ce ne siamo accorti, ma perchè?
- Dicono che non hanno avuto l'autorizzazione per mandare il video su tutti gli schermi
- Scusi, cosa l'abbiamo fatto venire a fare il maxischermo secondo lei?
- Eh, lo so, ma dalla regia video dicono che devono essere autorizzati
- Ma autorizzati da chi?
- E che ne so...
- Dove è la regia video?
- Ecco, può parlare in questa cuffia.
Mette la cuffia.
- Pronto regia video, mi sentite?
In sottofondo: dammi la due, poi la quattro...
- Prontooo?
- C'è qualcuno che ci chiama...
- Mi sentite?
- Sì?
- Vi autorizzo
- Ok
Compare istantaneamente il video su tutti gli schermi.

mae*
alle 03:18
venerdì, 18 gennaio 2008

Comunque è una malattia diffusa 

Quello che mi piace delle mie colleghe è che hanno capito subito con chi avevano a che fare.
Pochi minuti fa digitavo imperterrita senza accorgermi del mondo che mi stava attorno, anche se in effetti avvertivo vaghi brusii provenire da molto lontano, diciamo pure dalla scrivania attaccata alla mia. Poi improvvisamente mi sono accorta che la dirimpettaia cercava insistentemente di attirare la mia attenzione, è solo allora che ho sentito qualcuno dire ad alta voce: ma insomma l'autistica lo vuole il caffè?

mae*
alle 13:06
sabato, 05 gennaio 2008

Ebbene sì, siamo incontentabili 

Con un giorno di anticipo la mia befana personale, con instancabile ostinazione e encomiabile dedizione (nel senso che sa benissimo che il libro l'ho già letto sei mesi fa), mi ha portato il settimo e ultimo Harry Potter. Ora io capisco tutto, perfino "La vendetta del folletto" e "Villa conchiglia" (che sembra un film dei Vanzina), ma "La bacchetta di Sambuco" non se po' sentì.

mae*
alle 19:51
giovedì, 20 dicembre 2007

Ve l'ho detto che odio il natale? 

Natale è vicino, mi dicono. E io sento avvicinarsi la maledizione dei natali passati.

mae*
alle 13:59
martedì, 27 novembre 2007

Dio le fa e poi le accoppia 

La mia collega dirimpettaia amorevolmente qualche minuto fa:
- Come sei carina oggi.
- Ma grazie...
- Sei un po' pinguinosa.

mae*
alle 16:55
lunedì, 26 novembre 2007

V-day 

Non è perché la renna gigante gliela abbiamo regalata noi, ma secondo me questa è la foto più bella del  mondo. E bisogna ammettere che la velocità di esecuzione del fotografo compulsivo a volte è magistrale.

mae*
alle 02:00
venerdì, 21 settembre 2007

Le macchine non mi notavano e non mi lasciavano passare 

Ma io dico, vi pare normale che alla mia età una si immedesimi ancora in certe frasi (del bambino, non nella mamma, ovviamente)? Non è normale, no.

mae*
alle 14:16
mercoledì, 01 agosto 2007

Come quando eravamo giovani 

E' che lui a volte fa questi post che non si possono non condividere. E a noi poi ci tocca citarlo.

Ci si mettono molti anni a decidere cosa ti rende diverso dagli altri abitanti del pianeta e della penisola.
Sarà il dialetto, ma il dialetto ce l'hanno tutti, saranno broccoli e salsicce, ma in tutto il mondo hanno un piatto segreto oltre a quelli più sputtanati.
No, il segreto è un altro, che con grande magnanimità rivelo ai lettori.

I biscotti Gentilini.

mae*
alle 09:39

Expecto Patronum 

Come è diverso il mondo quando puoi girare serena e indisturbata senza avere più paura degli spoiler. Come è bello il mondo quando puoi muoverti liberamente per i blog, i siti e perfino le homepage dei quotidiani. Incredibile a volte l'effetto che può fare certa magia.

mae*
alle 00:45
sabato, 21 luglio 2007

Stupeficium 

Harry Potter 7E' una battaglia che non possiamo vincere. Sono almeno tre giorni che cerco di stare lontana da qualsiasi mezzo di informazione, compresa la buca della lettere. Visito blog con moderazione e cautela, non mi avvicino neanche lontanamente alle homepage dei principali quotidiani nazionali. Di tg neanche a parlarne. Ogni volta che affronto un territorio inesplorato mi tengo pronta a cambiar canale, voltare pagina, cliccare più velocemente della luce. Poi stamani finalmente eccolo, è tra le mie mani. E' la versione per adulti che stranamente non ha l'indice, la cosa mi crea un po' di ansia, ma forse è meglio così. Lo prendo e lo porto con me, lo tengo vicino, lo appoggio delicatamente vicino al portatile mentre felice e soddisfatta controllo la posta. Se non che la prima e unica email di oggi è una cazzo Ansa (che non ricordo più per quale assurdo motivo mi arriva in email) che spara nel titolo - quindi anche nell'oggetto dell'email - il finale del libro. Il finale. Devono morire tutti. Anzi no, devono fare la fine dei coniugi Paciock.

mae*
alle 13:55
lunedì, 16 luglio 2007

Ultimo capitolo (stavolta per davvero) 

Non è esattamentecome l'epilogo di Harry Potter, ma è come se lo fosse.

Art. 4. L'ingegnere non deve svolgere attività incompativili con la dignità professionale.
Art. 5. Qualsiasi prestazione professionale deve essere espletata secondo "scienza", "coscienza" e "diligenza".

Peccato solo che nel frattempo lo abbiano cambiato.

mae*
alle 20:24
domenica, 03 giugno 2007

Dovevo vedere anche questo 

Si chiama Esame di Stato ed è uno strano fenomeno naturale. Da questa parte della cattedra scene tristemente note, facce dall'età indefinibile, gente che ha perso ogni contatto con la realtà, persone dalla totale incapacità relazionale. Dall'altra parte della cattedra, invece, qualcosa a cui non eravamo abituati: ci davano del lei e ci trattavano come persone vere.

mae*
alle 01:58
giovedì, 29 marzo 2007

Deathly Hallows 

Il conto alla rovescia è iniziato da tempo. Per ora l'atmosfera sembra calma e distaccata, ma la verità è che i malati allo stadio terminale passano il tempo a farsi cauti e invisibili cenni di assenso. Ognuno teme qualcosa di terribile, e tutti cercano di fare finta di niente, perlomeno fino al giorno dell'inevitabile. La data è il 21 luglio. I giorni seguenti - e quelli precedenti - saranno spesi a cercare di non rovinarsi la sorpresa, sarà un lavoro durissimo.
Intanto un altro tassello viene aggiunto nell'attesa: la copertina americana, le due copertine inglesi. Ora, sicuramente sono io che spero nell'impossibile, perché sono un'inguaribile sognatrice, ma questa immagine di copertina - guardatela bene - non vi ricorda una scena già vista, una scena ben precisa e mooolto drammatica?

mae*
alle 16:45

Come vivere senza 

I francobolli di Star Wars. Se qualcuno vuole mandarmi una cartolina, sappia che io voglio quello di Han Solo e Ciube. E se poi volesse mandarmene due, anche quello di Yoda non mi dispiacerebbe.

mae*
alle 16:34
venerdì, 15 dicembre 2006

La cosa più difficile è stata fatta 

Ho scelto la copertina.

mae*
alle 22:13
lunedì, 09 ottobre 2006

Non aprite quella porta 

A noi che siamo ragazze ipotetiche la povera Ugly Betty c'è molto piaciuta. Certo, è brutta, imbranata e veste in modo improponibile, ma insomma è... proprio per questo che c'è piaciuta. Avete fatto anche voi le scuole medie, no?

mae*
alle 18:03
giovedì, 07 settembre 2006

Riflessioni a margine, di un armadio /3 

E poi dovrebbe dirmi qualcosa il fatto che gli abiti che all'epoca mi facevano letteralmente schifo, sono quelli che adesso apprezzo maggiormente (e quindi mi sono ben guardata dal buttare)?

mae*
alle 01:58

Riflessioni a margine, di un armadio /2 

Ma a preoccuparmi davvero sono i capi del periodo cozza, cioè il periodo nel quale pensavo di poter nascondere i miei difetti con enormi camicioni dai colori sgargianti. Per dire, uno dei capi era una camicione bianco con enormi pois fucsia. Una geniale strategia, direi.

mae*
alle 01:54
martedì, 05 settembre 2006

Riflessioni a margine, di un armadio /1 

Giornata passata a fare spazio nell'armadio. In particolare al piano superiore dell'armadio, quello in cui di solito vanno a finire i capi prima di morire, ossia quello in cui poi di fatto muoio veramente. L'imbarazzo per quel che ne è uscito ha generato alcune angosciose domande.

Ma a vent'anni avevo un particolare cattivo gusto, o ce l'ho tuttora, solo che adesso non me ne accorgo?

mae*
alle 21:00
sabato, 02 settembre 2006

Short tubbies got some reasons 

po can't sleep. [ogni riferimento a fatti o persone corte è tutt'altro che casuale.]

mae*
alle 00:27
sabato, 26 agosto 2006

Ritorni e partenze 

Tornati dal mare, ma di nuovo in partenza per luoghi meno vacanzieri.

Scena finale.
La piccola, anziana proprietaria della microcasa in cui siamo stati: "Oh che peccato, già andate via? Qui la prossima settimana sarà bellissimo, sa? Eh sì, perché se ne andranno tutti quei giovani che sa... fanno tutto quel baccano... e allora si sta davvero bene". Di fronte a lei all'unisono pensiamo: "Ma noi siamo giovani!".

mae*
alle 23:44
lunedì, 07 agosto 2006

Vecchie e nuove consapevolezze 

E' chiaro che Agosto non fa per me. E' da una settimana che non scrivo nulla (no, non mi è successo niente di grave, e no, non sono stata in vacanza). Per la verità - ora che ci penso - è una cosa che avrei dovuto capire da anni. E' che sono ostinatamente ottimista. Forse. [scrisse verso le quattro di mattina]

mae*
alle 03:47
venerdì, 23 giugno 2006

Personalizzazione 

Oggetti indispensabili.

mae*
alle 18:53
martedì, 23 maggio 2006

La stanchezza del blogger 

Non sto per chiudere il blog. E non mi sono stancata di scrivere sul blog, ché poi in fondo chi ci scrive mai sul blog? Mi sono stancata di leggere i blog. Non per colpa dei blog, sia chiaro - questa non è una lunga e noiosa tirata contro i blog - è tutta colpa del mouse. Sì, del mouse. Tre giorni fa il micro-mouse del portatile ha deciso di entrare in sciopero. Non è che si sia rotto: si accende la lucina rossa e sembra essere tutto a posto. Ha solamente deciso di non darmi più le sue informazioni. Percorre chilometri e non dice più niente. Muto. Se fossero i bei vecchi tempi, saprei bene cosa fare: lo ribalterai come un bambino e darei una bella sistemata alla pallina. Niente doppi sensi, questo è linguaggio strettamente tecnico. Ma ora? Ora nell'era dei mouse con la lucette cosa si fa? Si gira e si prende ad esaminare lo stato della lucetta? Si intavolano delle trattative? Si smonta il povero mouse e si fa il solletico ai circuitini interni (è sempre l'ingegnere elettronico che vi parla, mi pare ovvio)? Che si fa? Non si fa niente, si cambia mouse. E siccome l'unico mouse che avevo era vecchio e rincoglionito, ora per spostarmi da una parte all'altra dello schermo devo impiegare un grosso sforzo psicofisico, tanto che perfino usare la MozBlogBar sta diventando noioso e snervante. Ed è allora che mi è venuta l'illuminazione. E se smettessi di leggere?

mae*
alle 01:16
domenica, 21 maggio 2006

These are a few of my favorite things 

In questo momento in tv danno - per la centesima volta - il mio film preferito, ma con le canzoni originali. (ps.: io sono Marta, compio 7 anni il prossimo martedì e vorrei un ombrellino rosa)

mae*
alle 16:54
lunedì, 27 marzo 2006

Il caimano \2 

(via sms)
- Ho visto il film. A me è piaciuto.
- Poi mi spieghi perchè. A me no.
- Eh lo so, ma non ci deve essere mica una spiegazione nascosta!
- Uno di noi due non ha capito. Ho difficoltà a pensare di essere io. Ma tutto può essere.
- Temo di doverti dire che non c'è niente da capire.
- Sei cattiva con il tuo papà.

mae*
alle 14:57
venerdì, 17 febbraio 2006

Visioni 

Oggi vedo tutto appannato. Ma forse sono le lenti a contatto.

mae*
alle 17:54
martedì, 07 febbraio 2006

Pensierino del giorno 

Che sensazione meravigliosa quando, dopo che per giorni ti sei gettata a capofitto in una cosa, alla fine pensi: adesso cos'altro c'è fare?
Niente.

mae*
alle 15:07
lunedì, 30 gennaio 2006

Giovanilismi 

Complici un paio di amici che mi hanno portato sulla cattiva strada, sfidando le perplessità e le risate di tutti quelli a cui l'ho confessato, dopo anni sono andata a pattinare sul ghiaccio. Ho scoperto che pattinare è un po' come andare in bicicletta, dopo un paio di giri si riprende la mano. Ho scoperto che ci sono ancora quelli che si mettono a chiacchierare in circolo bloccando un pezzo fondamentale della pista (nel caso specifico eravamo noi). Ho scoperto che ci sono ancora quelli che un istante prima di cadere decidono di coinvolgere qualche ignaro pattinatore che a sua volta ha notevoli problemi di equilibrio. E ho scoperto un mondo nuovo di cui ero totalmente all’oscuro. Ho scoperto cioè che una pista di città ha delle caratteristiche che a una pista di montagna mancano. Ho scoperto che ogni pomeriggio frotte di adolescenti, conciati come se dovessero andare a fare lo struscio a via del Corso, si infilano i pattini e vanno a fare lo struscio su una pista di ghiaccio. Ho scoperto ragazzine con lughissimi orecchini alla moda, ombelichi all'aria (gelida) e fondoschiena in esposizione che si comportano come se a via del Corso ci fossero davvero.
Ho scoperto, infine, che calzare quei pattini fa tornare adolescenti anche quelli che adolescenti non lo sono più da un pezzo. E poi se ne accorgono quando con sommo sgomento si scoprono a pensare le stesse cose di allora. Non intendo lo stesso tipo di cose, ma proprio le stesse. Intendo dire cose tipo chissà se ragazzo-carino-della-scuola mi vedesse adesso mentre pattino leggiadra, un attimo prima di renderti conto che non solo ragazzo-carino-della-scuola non si è mai accorto della tua esistenza, ma che probabilmente adesso ha due figli e un lavoro fisso.

mae*
alle 20:03
venerdì, 20 gennaio 2006

Le ultime parole famose 

regalo di compleannoUna scrive un post così e due giorni dopo le arrivano queste. Jimmy Choo. Viola, lilla, Nere. Sembra uno scherzo del destino, invece è solo una coincidenza. Come avevo cercato di spiegarvi nei commenti, infatti, il problema non riguardava il socio di maggioranza, che solitamente sui regali è impeccabile o - come in questo caso - ha degli ottimi (ma che dico ottimi, meravigliosi, splendidi, sublimi) agganci.

 


mae*
alle 20:04
mercoledì, 18 gennaio 2006

I grandi dilemmi della vita 

Cosa vuoi per regalo?
E' una delle domande che odio di più. Non so cosa voglio per regalo, non lo so quasi mai. E non voglio pensarci, ché tanto non mi viene mai in mente un'idea decente. Non è che non abbia desideri, ma sono quasi tutti inadatti a questo genere di richieste. Se mi concentro mi vengono in mente solo cose troppo piccole per un regalo di compleanno (un blocco a quadretti, una penna colorata, un cd) o eventualmente troppo grandi (una casa, un computer, una borsa). Sono una stupida, questo è chiaro. Perchè ho lo stesso identico problema quando a chiederlo è qualcuno che so benissimo esaudirebbe (quasi) ogni mio desiderio. Il problema è che non posso dirgli una borsa, chè poi vai a sapere quale borsa mi prende, e se poi non mi piace va a finire che non la metto e a me dispiace. Ma la puoi cambiare, state pensando. Lo so, ma non lo faccio mai. Non mi piace cambiare i regali. Sono una stupida, ve l'ho detto. Potrei dare istruzioni più precise, ma non sono mai così decisa da riuscire a dare nome, indirizzo, prezzo. Sono una stupida, mancano solo due giorni e non ho ancora dato nessuna indicazione. E allora lo so che il povero richiedente prenderà qualcosa di carino, che magari mi piacerà anche, ma resterò ugualmente con il pensiero che avrei potuto chiedere qualunque cosa desiderassi e non l'ho fatto. Perchè mi faccio questi problemi? Perchè sono una stupida, ve l'ho detto, ma allora non mi ascoltate quando parlo.

mae*
alle 16:52
giovedì, 05 gennaio 2006

Sempre un passo avanti 

Siccome sarebbe impossibile spiegare, eccovi un altro sms del genitore in mio possesso:
Harry Potter esce domani, ma la tua copia ce l'ho già io.
Tra poco passo a casa e te la lascio.

E io a casa non ci sono nemmeno.

mae*
alle 16:39
sabato, 24 dicembre 2005

So this is Christmas... 

Una delle cose che ho imparato in questi anni di pendolarismo è che al nord non esiste la vigilia, o meglio c'è ma si festeggia poco, a volte per niente. A Roma, invece, il vero Natale è la vigilia, ci si riunisce tutti, c'è il classico cenone e poi si aprono i regali. Il giorno dopo si è già un po' pieni e un po' stanchi, e quindi spesso si fa una cosa più tranquilla, oppure - nel peggiore dei casi - si replica tutto da capo. Io di solito tengo le dita incrociate per tutto il tempo, e se potessi tratterrei anche il respiro fino al 26. Insomma anche quest'anno speriamo di non scoppiare. Auguri.

mae*
alle 17:18
lunedì, 05 dicembre 2005

Poi dice la genetica 

Ho appena ricevuto questo sms da mio padre:
Oggi è il mio onomastico, puoi fare bella figura facendomi gli auguri. Io farò finta di non averti mandato questo sms. E mi sorprenderò quando riceverò i tuoi auguri. Ciao.

mae*
alle 14:44
sabato, 19 novembre 2005

Medicine alternative 

Ho un buon medoto antidepressivo (niente di nuovo, per carità, solo una variazione sul tema di quelli che le donne usano da decenni). Quando mi sento un po' giù e magari verso sera - diciamo pure notte fonda - avverto quel sottile senso di depressione, vado sul sito dell'Ikea. Dopo qualche minuto mi sento meglio. Ultimamente hanno aggiunto anche delle cose nuove, per cui la visita può riservare anche qualche sorpresa. Ma la parte assolutamente miracolosa è quella delle cucine. Se ne possono scegliere tantissime e c'è anche la possibilità di utilizzare un planner con cui puoi progettare la tua cucina. E' che io da giovane volevo fare l'archittetto.

mae*
alle 03:40
lunedì, 07 novembre 2005

Sono ridotta a questo 

Sono un tipo freddoloso. Ma non è tutta colpa mia, è colpa della casa in cui sono nata e cresciuta. Questa casa, infatti, è stata costruita ricavando gli appartamenti da un monolite di ghiaccio. In estate o in inverno si riscontrano almeno dieci gradi in meno rispetto all'esterno. La cosa è naturalmente molto gradita in estate, un po' meno nelle altre stagioni. La questione comunque è stata negli anni largamente risolta dall'astuto ingegno di un gruppo di agguerritissimi anziani del palazzo. Appena possibile si accendere il riscaldamento e si lancia la caldaia condominiale a temperature non previste dai sistemi di misura, e in barba a qualunque direttiva del protocollo di Kyoto (celebre battuta del socio di maggioranza). Il problema, però, persiste in quel breve - ma pur sempre interminabile - periodo di transizione dalla stagione calda alla stagione fredda, quel periodo che gli umani sono soliti chiamare mezza stagione, ma che in casa mia è più comunemente conosciuto come periodo polare. Ecco vi ho spiegato tutto questo, perchè non avreste mai potuto capire a pieno la drammaticità della situazione, se mi fossi limitata a dirvi che ho appena cercato di riscaldare le estremità superiori del corpo abbracciando la parte più surriscaldata del portatile.

mae*
alle 18:58

Domande di trasferimento 

Fatemi capire: tutto il casino di Bonolis (va via, resta, no invece parte, ma forse poi rimane) era per far trasferire la trasmissione a Roma? No, ditemelo subito se funziona così, perchè comincio ad allenarmi.

mae*
alle 01:19
giovedì, 27 ottobre 2005

Gli hai lasciato in un minuto tutto quel che hai, però stai bene dove stai/2 

Ritorniamo sui versi tristi nelle canzoni. Eccone un'altra manciata.

Da qui è tratto il titolo del post.
Lui ti offre la sua ultima carta/ il suo ultimo prezioso tentativo di stupire/ quando dice "È quattro giorni che ti amo/ ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito"/ E non hai capito ancora come mai/ gli hai lasciato in un minuto tutto quel che hai/ Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai.
[Pezzi Di Vetro, Rimmel. Ma potrei dire tutta la canzone]

Chi ci sarà dopo di te, respirerà il tuo odore, pensando che sia il mio...

[Mille giorni di te e di me, Baglioni. E non fate quella faccia, che se ci pensate bene è una delle cose più tristi che possano capitare, a quella che arriva dopo]

And so it is/ Just like you said it would be/ Life goes easy on me/ Most of the time/ And so it is/ The shorter story/ No love, no glory/ No hero in her sky.
[The Blowers Daughter, Damien Rice. Questi versi però non rendono se non si ascoltano, ma vi assicuro che per me è impossibile ascoltare più di tre secondi senza cominciare ad accartocciarmi su me stessa.]

mae*
alle 15:59
martedì, 25 ottobre 2005

Gli hai lasciato in un minuto tutto quel che hai, però stai bene dove stai 

Questo post del Neri mi ha ricordato una serata di qualche giorno fa. Erano presenti quattro logorroici blogger (il quinto intanto giocava con gli orchetti), quando qualcuno ha tirato in ballo Sapore di Mare, che era andato in onda qualche giorno prima. Sapore di Mare, per intenderci, è quello con Virna Lisi e non quello con Massimo Ciavarro di cui parla il Neri, che è appunto Sapore di Mare 2. Insomma il socio di maggioranza parte citando la coppia più inspiegabile di quel decennio, cioè Gianni e Selvaggia, e poi a raccontare una scena bellissima, successiva a quella raccontata dal Neri, in cui si vede chiaramente come Gianni l'abbia presa bene. Gli altri a ruota cominciano ad aggiungere particolari, a riportare alla memoria altri personaggi (Marina Suma, Jerry Calà) in un rumoroso crescendo di caciara. Si va avanti così per un po', ridendo di cuore, finchè il quarto blogger sentenzia spietato: "ma non l'ha visto nessuno questo film, eh?".
Ecco, era solo per dire che a me (che odio le liste e di solito non riesco mai a farne una decente) di versi tristi ne stanno venendo in mente a centinaia. Datemi solo il tempo per riordinare le idee. Intanto vi lascio con quelli che mi hanno ossessionato praticamente per tutta vita.

Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi/ se per caso avevo ancora quella foto/ in cui tu sorridevi e non guardavi/ e il vento passava sul tuo collo di pelliccia, e sulla tua persona/ e quando io senza capire ho detto "si"/ hai detto "è tutto quel che hai di me"/ è tutto quel che ho di te... [Rimmel, De Gregori]

mae*
alle 22:08
venerdì, 21 ottobre 2005

Sperimentazioni 

Forse voi l'avete sempre saputo e non mi avete mai detto niente, brutti bastardi. Ma altro che cocaina, ragazzi. Ho appena scoperto, grazie all'influenza improvvisa, gli incredibili effetti della Tachipirina. Sono due giorni che non riesco a dormire, il mio cervello non ne vuole sapere di smettere di macinare. Ieri notte ho fatto praticamente l'alba senza la minimo accenno di stanchezza, ero fresca come una rosa. Continuavo a girarmi nel letto cercando di prendere sonno inutilmente. Anche se devo ammettere che verso le sette e mezza del mattino la cosa ha cominciato a infastidirmi un po'. Ha solo un piccolo effetto collaterale: un'irrefrenabile ansia che attanaglia, perfino più del solito intendo dire. C'è anche chi ha ipotizzato che sia l'angoscia a causare il fermento psicomotorio. Ma non saranno questi dettagli a spaventarci.

mae*
alle 16:39
martedì, 04 ottobre 2005

Capellozzi 

Per esorcizzare il destino che (con leggendaria lentezza) si va a compiere, mi sono scelta una tesi di cui poter andare fiera. Naturalmente non nel senso che pensate voi. Il fatto è che mediamente quando un laureando in ingegneria fa cenno alla propria tesi, lo spettatore medio si limita a assumere espressioni smarrite e perplesse che stanno a significare una sola cosa: il vuoto più totale. Allora il laureando medio cerca di spiegarsi meglio generando solitamente un volume spropositato di termini astrusi e peggiorando inevitabilmente la situazione. E' a quel punto che - per la felicità degli astanti - il laureando medio si dà per vinto e lascia cadere l'argomento. Quando qualcuno, invece, chiede notizie sulla mia tesi, la sottoscritta risponde orgogliosa:
- I capelli!
L'interlocutore rimane perplesso per qualche secondo e provocatoriamente risponde:
- Ti occupi di acconciature?
- Beh, sì, posso scegliere anche quelle...
A questo punto nei suoi occhi il vuoto si fa sempre più profondo ed è allora che infilo la spiegazione tecnica. E' una tesi di Informatica Grafica. Devo simulare il movimento dei capelli di un omino. Per alcuni il mondo si fa improvvisamente sereno e giocondo, l'espressione si fa radiosa (interi pomeriggi passati davanti a videogame e serate passate con i film della Pixar hanno finalmente un'utilità pratica). Per altri, invece, la cosa continua ad avere poco senso. Allora aggiungo velocemente: informatica grafica, capisci? pupazzotti! cartoni animati, Pixar, Gatto, immagini create al computer, Yoda, Gollum! E' di solito a "Gollum" che questi ultimi hanno un lampo di comprensione e si tranquillizzano. Ciò non gli impedisce di pensare che la sottoscritta non sia sana di mente, ma almeno impedisce alla sottoscritta di sentirsi una reietta della società.

E poi voi capite che quando una donna per mestiere si può occupare solo ed esclusivamente di capelli, il mondo tutto a un tratto sembra sorriderle. Figuratevi poi quando un finto ingegnere può far finta che non siano davvero cose da ingegnere.

ps.: mi ero riproposta di parlarne il meno possibile al fine di non diventare ossessiva e ripetitiva. Ma poiché ossessiva e ripetitiva lo sono per natura, mi rimane abbastanza difficile fare la vaga quando me ne sto per tutto il giorno davanti a listati di codice incomprensibili. Sì, lo so, molti di voi lo fanno per lavoro eppure riescono a tacerne con splendida classe. E' che qui non siamo perfette.

mae*
alle 20:23
mercoledì, 21 settembre 2005

Centro, destra o sinistra? 

Simona Siri scrive per Marie Claire un fondamentale trattato su un'annosa e spinosa questione: la riga va al centro, destra o sinistra? Siccome sono tendenzialmente una conservatrice, mi sono subito identificata nelle sue parole:

Il dubbio mi sfiora quando - spazzola alla mano - il parrucchiere di fiducia mi chiede: "Come li pettiniamo i capelli questa volta?". Fosse per me la risposta sarebbe: "sempre allo stesso modo, ovvio".

Ma la questione sembra avere dei risvolti inaspettati. Io, per la cronaca, porto la riga a sinistra da molti anni. E se fosse vero quel che sostengono John e Catherine Walter non potrei fare a meno di pensare di essermi fregata - come al solito - con le mie mani.

mae*
alle 16:00
venerdì, 16 settembre 2005

Stato di calma apparente 

E' settembre e come ogni anno mi assale l'ansia per le cose che devo fare. Solitamente il tutto era aggravato dall'incombenza degli esami, che intorno a questa data prendevano il via e io era sempre matematicamente impreparata all'evento. Quest'anno, invece, non ci sono esami di cui preoccuparsi (lo ripeto solo perchè mi sembra ancora impossibile e a forza di dirlo spero di prenderne coscienza), e allora perchè tutta questa ansia? Non lo so (e non c'è bisogno di ricordarmi che è il mio stato naturale, qui si intende 'più ansia' del solito). Forse perchè c'è la tesi, che proprio in quanto tesi non sto curando con l'attenzione necessaria, ma poi ci rifletto e mi dico che se devo stare in ansia così anche per la tesi, forse sarebbe meglio farsi suora e lasciare perdere questa assurda pretesa di voler vivere una vita normale.

mae*
alle 15:03
giovedì, 25 agosto 2005

E adesso pure questa 

La ragazza ipotetica, in quanto ipotetica, è praticamente spacciata.

mae*
alle 19:27
lunedì, 25 luglio 2005

That's all folks! 

State guardando un blog molto felice (cioè questo non è esattamente vero, perchè non me ne sono ancora resa conto, ma confido che presto l'effetto benefico della notizia farà capolino anche nella mia testa). E' soprattutto un blog finalmente libero, o meglio lo è la sua blog-proprietaria, che poi è quella che tira avanti la carretta e quindi è quella che conta.
Quelli che vedete alla vostra sinistra sono i libri dell'ultimo esame che ho superato oggi. Gli ultimi libri. No, non sono rubriche telefoniche, come potrebbe sembrare a prima vista, le targhette colorate sono solo il frutto di una delle mie manie ossessive e proprio per questo mi sembravano perfetti per sintetizzare il momento solenne e il decennale impegno nel campo (delle targhette, ovviamente).

(sì, lo so, gli esami non finiscono mai. Sì, adesso c'è la tesi. Sì, lo so e sapessi adesso cosa ti aspetta. Va bene, Va bene, ne riparliamo domani, eh???).

mae*
alle 20:26
venerdì, 01 luglio 2005

Esamanda act 3 

Al telefono con il socio di maggioranza. Esame finito.
- ho consegnato un foglio con una specie di scarabocchio, solo al pensiero mi vergogno.
- vabbeh pazienza.
- anche il ragazzo seduto vicino a me (con il quale c'eravamo scambiati qualche frase durante il compito) ha inventato di sana pianta, ma almeno è riuscito ad andare avanti.
- ho capito.
- e poi alla fine mentre parlavamo mi ha detto che fra i compiti di esame che aveva ce ne era uno identico a quello che è uscito, identico spiccicato, parola per parola, capisci? Ma ha aggiunto che purtroppo non l'aveva svolto. Allora io ho detto...
- quali compiti di esame!
- esattamente. L'ho guardato sconvolta e gli ho chiesto di cosa stesse parlando. In sintesi, non so bene come, era riuscito a rimediare otto compiti di esame. Capisci? volevo morire.
- e allora tu cosa hai fatto?
- l'ho guardato supplichevole, ho tirato fuori tutta la faccia tosta che non ho e gli ho chiesto se per favore me li faceva fotocopiare.
- brava.
- Lui è stato molto gentile e mi ha accompagnato fino in copisteria, poi mi ha fatto fare le copie sia dei testi che delle sue soluzioni svolte, precisando però che non garantiva sulla correttezza. E quando ci siamo salutati mi ha anche detto che lo posso trovare in auletta a studiare insieme a degli amici nel caso avessi bisogno di aiuto.
- senti, ma come mai tutte le volte che vai a fare un esame fai amicizia con un sacco di gente?
- beh ma è normale, no? Le difficoltà, l'agitazione... siamo tutti nella stessa barca, c'è un senso di solidarietà, si fa amicizia più facilmente. Succede a tutti!
- A me no.
- A te non capita di parlare con omini che non conosci agli esami?
- No.
- Te pareva, il solito snob antipatico.